lunedì, 31 luglio 2006,23:09
Mamma mia da quanto che non scrivo.. sa Aprile.. tante cose son passate, tante cose son cambiate.

Iniziamo con la cosa più importante: sono maturato.. possiedo tra le Mie dolci mani il Diploma di Liceo Classico che finalmente mi è stato conferito dopo cinque anni di sudate da quella topaia che alcuni chiamano scuola.
Cinque anni fa non mi sarei immaginato quel momento.. io che corro giù dalle scale urlando, contentissimo, dopo un'interrogazione incubo con relativa scena muta di greco, dopo 3 prove bollenti (36° dolcissimi gradi, aula chiusa, e 28 cristi dentro a sudare), dopo tanti begli anni in quella scuola che tanto odio e a cui tanto voglio bene.

Secondo punto.. la patente, altro grande obiettivo, e siamo a due. Finalmente guido con quel rottamaccio che tanto adoro!

Terzo e quarto punto.. ma anche quinto: Toro in A, Italia Campione, Maiali in B. GODO GODO GODO come un suino in calore per quest'ultima cosa, son veramente contento per il toro (ho anche pianto), ed ho festeggiato a dovere la promozione in A come il mondiale.

Sesto punto: il mio amore tatino bello.. mio marito.. Raniero, che è stato da me 20 giorni bellissimi a ridere e scherzare, a viaggiare un poco, svaccarsi, andare al nostro parchetto di fiducia.. insomma stupendo anche quello, soprattutto perchè son stati giorni di chiaccherate, ma anche di incomprensioni.. insomma giorni belli e sereni: LA MIA VACANZA!

Ora ricomincia il difficile: 30 Agosto, 12 Settembre e 13 Settembre.. lì il destino unito alla mia preparazione daran un bel segnale e deciderò cosa cominciare a fare, di serio, della mia vita dissennata.
per il resto stasera non ho voglia di essere troppo melodrammatico, o dolce o addirittura PRD.. (chi sa.. sa!).

Oggi sono felice! e su di me può passare di tutto, tanto niente mi toglierà questo sorriso soddisfatto.. per ora.

Vivo, sempre.
Ale
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mercoledì, 19 aprile 2006,20:45
..un ritorno da molte cose, da un mesetto sinceramente quasi sereno.

Sono stato a parigi, mi ci sono divertito veramente tanto.. sono rimasto affascinato dai suoi paesaggi, esaltato dai panorami, schifati dai francesi, ammaliato dalle atmosfere, assueffatto dai suoi fumi (o forse erano i miei..)..

..insomma, bello.

Poi arrivo a casa, distrutto, dopo un viaggio interminabile in bus da Parigi a Torino, interrotto da una pausa-sigaretta e una pausa-canna.. ed eccolo: telefono.
Si riparte.. Milano Montichiari Cividate Milano Buccinasco Torino.. in poche ore, nemmeno 24, ma soprattutto.. Chiara Afl MArco Andrea Vale Fede DadoDada Giada Eros.. insomma, una bella giornata (dalle 14 di venerdì alle 21 di sabato, senza la sosta nanna) passata a divertirmi, e poi pasqua qui, a mangiare con gli altri alle 6, a finire alle 9, poi ancora una bella serata.

Sì. Sono veramente sereno.

In tutto ciò ho conosciuto la mia tutoroTatina.. lo so, è idiota chiamarla così e fa tanto bimbo mongolo però Simy è una persona troppo simpatica, e se lo merita..u.u le voglio già bene in così poco tempo.
Oggi il trauma: scuola.
Ore 7, sentire la sveglia è mortale
Ore 7.50 uscire di casa quando c'è ancora così poca luce? NOOOO, non esiste.
Ore 8 Sigaretta, altrimenti svengo.
ore 8.10 Bus, prime facce conosciute (quindi depressione, sono conscio di quel che sta per riaccadere)
ore 8.20 Sigaretta e caffè.. ancora.. e ancora.
0re 8.30 Dentro: TRAUMA.
ore 10 Intervallo, non ci credo.. lavori a scuola, giardino spostato, bar spostato.. ho capito. a fumare in bagno, al solito :P
ore 12 Ancora intervallo, come manna dal cielo tra Heidegger e Medea!
ore 13 fuori, libero, per oggi.

Domani alle 7 sarò nuovamente lì dentro, il trauma ricomincerà...
..però son state delle belle giornate, alcune tanto belle da rimanere sempre con me, come anche Parigi..

..perchè è bella...
..bella..

..Parigi eh.. sì.. certooooooooo..parigi..come noo :P

Ok, la smetto..u.u
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domenica, 02 aprile 2006,04:53
Sembrerà idiota come titolo per un post: lo è.

Ma partiamo dall'inizio: come molti sanno da tre anni ormai faccio l'aiuto cuoco-lavapiatti in un risto-pub, il sabato sera. Da tre anni ogni dannatissimo sabato sera (togliendo qualche raduno, un paio di feste di compleanno, le meritate vacanze estive di agosto) lo passo a raccogliere bicchiere, lavare piatti, preparare Crepes e quant'altro.

In questi tre anni ho sviluppato un particolare rapporto con il mio lavandino, per un semplice motivo: da tre anni, ogni settimana alla stessa ora, mi ritrovo da solo davanti ad una catasta di piatti per almeno tre ore sulle 10 lavorative, e lì, penso.
Quel lavandino le ha viste tutte, io mi ci fermo davanti, mentre lavo piatti, pulisco posate, gratto padelle: ormai so riconoscere perfettamente quale sugo è stato preparato o come era la crepes servita.. ma non è questo il punto..
..quel lavandino le ha viste tutte.

Ha visto Lia, il suo tradimento, poi ha visto un lungo periodo oscuro fatto di cazzatine e storielle così, quindi ha visto il nascere della storia con Chiara ed il suo epilogo tragico, quindi ha visto Marika, e poi altro ed altro ancora in questi mesi: un susseguirsi di figure che mi entravano in mente, a cui pensavo mentre le mie mani si muovevano ormai in modo meccanicamente perfetto.

Io mi fermo lì, lavo, e penso. Lì ho visto fiorire i dolci pensieri verso le uniche due persone che ho amato, ho visto scemare storie sul nascere, mi son messo a rimuginare su amicizie, scuola, famiglia.. tutti i miei problemi son passati da quel lavandino.
Ed ogni fine settimana io mi ci fermo davanti, spugna in mano, paglietta nell'altra, e faccio il punto della settimana: studio, amici, donne (a volt capitano, ma spesso, appunto, son pensieri).. ogni sabato sera io lo guardo e mi vedo cambiare lentamente.. anche se lui è sempre lì, in acciaio inossidabile, a riflettere la maglietta sporca di non so quale sugo che ho appena preparato, a far tintinnare le forchette ed i coltelli quando mi cadono, ad ascoltarmi.

Beh, lo so, sono pazzo, completamente.

Eppure se quel lavandino avesse la bocca e potesse ascoltare i miei pensieri, sapreste tutto, tutto quanto, di me.

E oggi, ero lì davanti, tra una pennetta panna e prosciutto ed una crepes alla nutella, ed anche lei è entrata nel mio pensiero lavandinaio. Come ci è entrata ci è uscita: è stata solo una parentesi, questa volta, non mi sono preso, fortunatamente.

A sabato, lavandino: ti racconterò tutto in silenzio, come sempre.


PS: Sono completamente pazzo, me ne rendo conto.. però è una metafora! U_U
Comunque è storia vera...gh!
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giovedì, 23 marzo 2006,18:59
..sono scivolati via come neve che si scioglie in un ghiacciaio che va perdendosi con il giungere dell'estate.

Perchè non è così la vita? Non è così che si tira avanti, ovvero perdendo giorno dopo giorno attimi che non ritorneranno, lasciandosi indietro qualcosa di irripetibile e che comunque, in ogni caso, nel bene e nel male, ti ha segnato? E se così fosse, alla fine della nostra vita, non saremmo forse un segno unico, frutto del passato che qualcun altro ha deciso per noi e completamente mutati, o evoluti come farfalle o morti come un bqco che non trova l'ambiente ideale e muore ancor prima della sua trasformazione?


No!

Io non voglio diventare così, non voglio diventare un baco morto, non è bnella mia testa, non è da me desistere nonostante le cattiverie e le sofferenze che la vita può presentarmi.
Si vive, a fatica, si procede in questo mondo maledetto, ed alle volte qualche fottutissima soddisfazione arriva, qualche briciolo di felicità che è ancora più bello per lo splendore delle sue forme (e qui cito il Corvo, i cinefili capiranno), in confront soprattutto a tutta la merda che circonda quei granelli rossi in un deserto di sabbia fine e grigia, che ti avvolge sollevandosi al vento?

Ma basta scavare nella sabbia, evitare i serpenti e gli scorpioni che vogliono morderti, e troverai le cave rosse di quella felicità, troverai grotte, e a braccia aperte ti guarderai attorno, i tuoi occhi saran talmente stupefatti, la tua mente invasa da quella gioia sudata, VOLUTA, cercata, e finalmente trovata.

E lì, lì che io voglio morire.. farfalla che vive la sua notte una volta sola, ma che attende tutta la vita solo per viverla.
Che sia notte eterna per la farfalla.

Sboccerò, lo sento.
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martedì, 21 marzo 2006,17:35
Sono giorni strani in cui sembra che qualcosa di bello che era giunto negli ultimi mesi stia scemando, mi stia sfuggendo tra le dita per colpa più o meno mia.

Speriamo sia solamente un'impressione, speriamo veramente, sarei perso altrimenti.
Ancora ombra in vista...

"Non può piovere per sempre."
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sabato, 11 marzo 2006,15:37
Dal primo stadio, la possibilità di pensiero, si passa al secondo o si recede alla Nullità di Volontà.

Dal secondo, per stare bene, si deve passare al terzo.. perchè se si è certi di volere qualcosa, lo si deve avere!


E comunque l'ho mandata a fanculo: sto bene.
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domenica, 26 febbraio 2006,22:17
Fuochi d'artificio, il  braciere che si spegne sotto i Miei occhi sognanti che fissano la città di torino da un balcone e vedono morire una fiamma.

Bello, magnifico, veramente. Stupende queste olimpiadi.

Finite, e domani mattina alle 7 mi alzo con uno spirito diverso, qualche libro in saccoccia, una sigaretta in bocca e la mente che ripete leggi fisiche mentre nella testa rimbomberà qualche canzone, metal probabilmente, a svegliarmi mentre scendo verso la scuola.

Due settimane passate veloci, con orari sregolati, a studiare dalle 3 alle 6 di mattina, in genere, a dormire il pomeriggio, uscire la sera, studiare la notte, al mattino cazzeggiare.

Bello, molto.

Bello. Finito.
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giovedì, 23 febbraio 2006,18:27
Oggi è una bella giornata, non capitava da tempo.
Premesso ciò.

..i due corpi si ritolavano sul letto, abbracciati, le mani passavano sulle schiene nude come ragni, leggere ma indiscrete, scorrevano talvolta premendo, talvolta lasciando ai polpastrelli ed al palmo la funzione di semplice solletichio. Gli occhi erano chiusi, ma non come quando uno li strizza, erano serenamente chiusi, le palpebre ben distese a coprire il bulbo, non una ruga, non un'imperfezione nell'espressione tranquilla di quei due volti giovani che si accingevano ad amare, a svolgere la reale professione per cui la gioventù è stata creata.
Si amavano, le ridendo lo spinse sotto, dopo l'ennesimo giro, le labbra si sfioravano, ma d'un tratto lei si bloccò, avendo sentito qualcosa. Aprì gli occhi, e in quegli occhi tutti i buoni costumi, tutte le convinzioni, tutto quanto le avevano detto emerse dallo sguardo di quella ragazza pudica. Il sesso di lui si era inevitabilmente agitato e adesso lei, al contatto tra il Jeans del ragazzo ed il suo pantalone da casa, lo guardava in volto, quasi accusatoria, quasi stupida, quasi estasiata da quei momenti di puro affetto, da quei preziosi secondi che li avevano uniti fino a pochi secondi prima.
Lui sorrise quasi la colpa di tutto non fosse sua, Antonio sorrideva tranquillo e Alice lo guardava stupita. Ma i due corpi non si mossero per un lungo minuto, restavano a guardarsi i due adolescenti, ormai quasi adulti, negli occhi, come per la prima volta, messi a nudo veramente da quello che era novità per lei, novità che andava contro alla sua famiglia, a tutto ciò a cui andava contro anche lei in quella sua ribellione, in quella ribellione di cui solamente gli ultimi anni di liceo sanno essere veri testimoni, quella ribellione alla cruda realtà della vita di cui si è appena visto un doloroso scorcio.
"Facciamolo."
Lui per un solo momento sorrise ancora, mentre si volgeva sul fianco, per poterle andare sopra, a riprendere quella danza di corpi che uniti si rotolavano su quelle candide ed innocenti lenzuola. Innocenti fino a quella parola erano i due, nonostante la brusca mossa egli era ben attento alle mosse di Alice, e quando vide lo spettro della paura nei suoi occhi si fermò, così, tutt'ad un tratto.
"No, non posso.. non puoi."
"Io posso." Ed ecco ora lei a far rivalere quell'odioso istinto di supremazia femminile che porta tanti problemi in ogni relazione, ecco lei imporsi, girarsi e prenderlo sopra, mentre le sue gambe ancora felpate dal pantalone si aprivano per la prima volta con primordiale intenzioni.
Lui fece qualcosa di strano, nessuno se lo sarebbe aspettato, le strinse le braccia intorno al collo e poggià la sua testa sul cuscino a fianco a lei, senza voltarsi, sudato, incominciò quindi a parlare a scatti, quasi quelle parole gli costassero la morte, quasi da quelle parole dipendesse la sua vita.
"Non possiamo amore Mio, non possiamo rovinare quanto siamo e sporcarci, non possiamo perchè non vuoi, perchè non voglio se tu non vuoi."
"Io voglio." mentì ancora una volta lei, gli occhi pregni d'innocenza che si bagnavano, come accadeva spesso quando diceva bugie, ella distolse lo sguardo.
"Amore mio.. vieni, amore mio, abbracciami ed amami con la mente oggi, che al corpo c'è sempre tempo."

Lei annuì, quasi stupita, un largo sorriso si distese su quella pallida pelle, quindi scosse la testa, lasciando che una lacrima di tensione e gioia cadesse, salata, tra le sue labbra.
E i due passarono la notte con la finestra aperta, soli, in quella stanza che ora era il loro pertugio, abbracciati, a rimirar la bellezza delle stelle che gioiendo del loro amore brillavano sulla loro testa.


Beh.. si vede che sono allegro, ancora non succede niente di che...u.u
Comunque dai, questa mi è uscita così.. in quanto a me, anche se non ve ne frega (solo per la storia leggete..u.u) io sto bene.

Non è che sia successo qualcosa di particolarmente eccitante, non è morto nessuno dei miei nemici nè l'italiano si è adattato a me per ben figurare in confronto alle altre lingue.
Comunque vari accadimenti, diciamo.. una bella serata, una mattinata lieta e da voce bianca (questa fatevela spiegare da Alf) e una gradita sorpresa al mio ritorno!

PS: ARD RUSSA!
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domenica, 19 febbraio 2006,22:22
Where are we
What the hell is going on
The dust has only just began to fall
Crop circles in the carpet, sinking, feeling
Spin me around again and rub my eyes
This can't be happening
When busy streets a mess with people would stop to hold their heads heavy

Hide and seek
Trains and sewing machines?
All those years they were here first

Oily marks appear on walls
Where pleasue moments hung before
The takeover, the sweeping insensitivity of this
Still life

Hide and seek
Trains and sewing machines
Oh, you won't catch me around here
Blood and tears they were here first

Hmm what you say
Oh that you only meant well, well of course you did
Hmm what you say
Hmm that it's all for the best, of course it is
Hmm what you say
That it's just what we need, you decided this
Hmm what you say
What did she say

Ransom notes keep falling at your mouth
Mid-sweet talk, newspaper word cut outs
Speak no feeling no i don't believe you
You don't care a bit you don't care a bit

You don't care a bit
You don't care a bit
You don't care a bit
You don't care a bit
You don't care a bit


Questa canzone è famosa per aver fatto da spot alla Skoda, e per aver fatto su Italia Unghie da spot ad OC...


..beh, ascoltandola tutta ne esce un giudizio molto buono..

..delicata come un pelato di rosa che ricade su un capello, come una piuma che prima di raggiungere il terreno ondeggia lentamente nell'aria, sorretta dalla sua leggerezza, come un fiocco di neve che si posa sul naso di un bambino che è lì, mento in alto e occhi sbalorditi, a guardare lo spettacolo bianco pianto dal cielo..

..ma allo stesso tempo è forte, è ribelle, ci sento la forza di un cuore che non vuole rimanere soggiogato sotto dei semplici sentimenti, che non vuole essere incastrato in inutili ragionamenti, in finta razionalità.

Che dire, questa canzone mi piace veramente, sono un po' di giorni che la ascolto volentieri e costantemente, e mi gusta. Quanto a me.. queste settimane sono belle e difficili: per cominciare non c'è scuola, le olimpiadi proseguono sotto il grigio industriale di quella che ERA Torino, in un'atmosfera festosa che sconfigge anche la nebbia dell'ultimo inverno e che tutto colora, che tutto rende luccicante, che rende giustizia a questa città, per anni odiata.
Torino si è vestita da sera ed è veramente bella, in primis per chi ci abita, ma attenzione, potrei abituarmici..
..comunque si studia, per la patente poco, per la scuola abbastanza. italiano latino fisica che incombono.

In compenso niente sogni, niente pensieri che trascendono. la settimana di autogestione, di fumo, di vacanza vera, passata a far quello che volevo è servita a smorzare definitivamente l'ipotesi di un altro sogno che si sarebbe rivelato doloroso, l'ipotesi che era solamente idea senza capo nè coda di qualcosa di più, ancora lontano.
Ebbene, l'ho chiuso, questa volta senza troppo ripensar, senza troppo dolore.

Sto bene, un po' apatico come mi capita un po' troppo spesso ultimamente, ma sto bene!

E ora..Olimpiadi! Perchè per ancora circa 10 giorni (a parte le Paraolimpiadi, una cosa veramente, a mio parere, fantastica e per cui ho già i biglietti) PASSION LIVES HERE!

Che poi si ritorna a metterci sotto.
Baci, Ale.
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giovedì, 09 febbraio 2006,09:39
cos'hanno in comune?

Tutte e due bruciano vivo.


Giornate lunghe, autogestiona, devasto. Mi sento appunto bruciare vivo, i Miei polmoni piangono ora verdi.
Vivo, allegro, sorridente, spensierato. Non penso a nulla e questa pausa serviva proprio in un vita che diventa pesante.

7 giorni, godiamoceli, poi si torna al lavoro, ci si rimette sotto.

Eccomi, si giri la prossima, per una settimana.





Vivi, sempre.
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